Archive for dicembre 2009

NEW YEAR’S DAY

giovedì 31 dicembre 2009

belli freschi nella neve, Vi augurano Buon Anno Nuovo.

L’avvocato ideale

giovedì 31 dicembre 2009

Finiamo in gloria l’anno: per fortuna rimane sempre qualcuno che tiene alta la bandiera Gonfius!

Santa Klaus are coming to town

venerdì 25 dicembre 2009

Dopo lunga attesa finalmente sono arrivati: benvenuti Babbi Natali!

Ma … ga piovù?

giovedì 24 dicembre 2009

La celebre frase con la quale si conclude Blade Runner (dopo i titoli de coda, solo nella version uncut). O era Il corvo?

Il passaggio del(la) Meteora

mercoledì 16 dicembre 2009

Dopo l’evento dello scorso mese le autorità berlinesi hanno deciso di sostituire sul Hinterlandmauer la Trabant con la 500 del Meteora.

Pare che un’altro fenomeno astronomico sia previsto nei prossimi giorni dalle parti di Nazaret Betlemme (me autofapuntizzo per par condicio, anche se non era proprio sbaià). Chissà cosa si inventeranno laggiù.

Quesito di Natale

lunedì 14 dicembre 2009

Chi è l’asino che ha perso la scarpetta?

PS: Prima che me tirè in mezzo: le go già provade, non me va.

Andè pur a cagar

mercoledì 9 dicembre 2009

e a veder per la centoventisettesima volta gli Afterhours (con lamette al seguito).

PS: era una figada!

Canta tu, Gonfius

martedì 8 dicembre 2009

Natale sta arrivando a passi veloci e la Gonfius non può arrivarci impreparata. Butta caso, per esempio, di ritrovarti al bar con alcuni amici Gonfius e di non sapere che cosa dire.

Niente di meglio che una bella canzone natalizia da cantare assieme in piccoli gruppi per rinsaldare i rapporti di amcizia e di ammore fra le genti.

Questo è un classico che può far fare una bella figura sia negli appuntamenti pubblici che alle festine private.

S’accendono e brillano
gli alberi di Natale.
S’accendono e radunano
grandi e piccini intorno.
I rami si trasformano
con bacche rosse e fili d’or.
Risplendono e sfavillano
gli alberi di Natale.

Oh tannenbaum, oh tannenbaum

tu parli ai nostri cuori

Oh albero, oh albero

intorno a te caghiamo!

Ma canta tu, Gonfius!

Autoradio=morte

domenica 6 dicembre 2009

Secondo una recente e approfondita ricerca della società Ispsos-Mayer il 12,6 % degli incidenti automobilisti avviene perchè il conducente è impegnato a cambiare la stazione dell’autoradio. Si tratta di una distrazione che provoca pesanti danni all’intera collettività, in quanto il 4,2 per cento di questi incidenti risulta fatale al conducente e il 26,8 causa causa danni fisici (nel 17,8 dei casi permanenti) anche ai passeggeri. In totale le giornate di degenza a carico della collettività sono ogni anno 6.456, mentre i funerali risultano essere almeno 4.432.

Alla luce di questi impressionanti dati è quantomai tempestiva la proposta di legge della Lega Nordest per l’immediato divieto di utilizzo dell’autoradio in automobile, camion, camper. “Si pensi – spiega il relatore On. Boffa Masnaghi – che per passare da Radio Deejay a Radio Montecarlo si impiegano in media 3,1 secondi, mentre per leggere sul display il titolo di “All along the watchtower”  occorrono 4 secondi esatti. Per non parlare poi di “Prisencolinationalciusol”. Insomma, è tutto tempo sottratto alla guida e a ciò che ci succede attorno mentre siamo al volante”.

Boffa Masnaghi precisa inoltre: “A nulla valgono le moderne diavolerie quali telecomandi o comandi integrati nel volante, l’autoradio è un rischio per la salute che un paese civile non può più tollerare. Non ci è sembrato giusto – conclude con un’apertura l’onorevole – vietare tutto corto questo strumento di morte: l’autoradio potrà continuare a essere usata da coloro che vogliono a tutti i costi persistere nel peccato, ad autovettura ferma oppure negli appositi spazi riservati che la futura legge individuerà in una successivo regolamento applicativo”.

Blade Boyler

martedì 1 dicembre 2009

Tanti anni fa, in un novembre come questo, il Boyler era seduto al Geims Gei a bere una birra mista con Rutger Hauer e a parlare del più e del meno.

Guardando fuori dalla finestra a un certo punto il Boyler disse: “Ma cazzo di Budda, non può piovere sempre“.

Poi il tizo andò via, tolse il primo pezzo della frase che non era facile da tradurre in inglese e con la seconda parte fece un successo della madonna in un film di fantascienza e replicanti.

 

Il Boyler è ancora un poco incazzato, perchè quella volta le birre dovette pagarle lui.

Il Boyler lo sa.